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Settori di rilievo per Italia

 

Settori di rilievo per Italia

 

Il Giappone spende/investe il 3.3% del PIL in ricerca e sviluppo. L’ottanta per cento circa di questi investimenti proviene dal settore privato. I principali partner scientifici del Giappone sono gli Stati Uniti, la Cina, la Germania e l’Inghilterra. L’Italia si colloca all’ottavo posto in termini di pubblicazioni congiunte in tutti i settori S&T (dati del 2012). I settori dominanti della produzione scientifica giapponese sono la medicina (20% di tutte le pubblicazioni), biochimica, genetica e biologia molecolare (11%), fisica e astronomia (11%).

Le azioni prioritarie identificate dal Governo giapponese nella sua strategia sulla promozione della scienza, la tecnologia e l’innovazione sono quelle su:

  • energia (incremento della produzione da fonti rinnovabili, diversificazione delle fonti energetiche, efficienza e risparmio, reti intelligenti);
  • invecchiamento della società (potenziamento degli studi epidemiologici, studi sulla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie, rafforzamento delle industrie farmaceutiche e di quelle del settore medico, uso delle ICT per il sistema dell’assistenza sanitaria);
  • nuova generazione di infrastrutture e loro sicurezza (rafforzamento delle funzioni resilienti per prevenire e mitigare i disastri ambientali);
  • rivitalizzazione regionale (recupero e rilancio delle regioni colpite dal grande terremoto del Tohoku, miglioramento del sistema agricolo e della pesca attraverso l’uso di ICT e robotica).

I settori in cui la cooperazione tra Italia e Giappone è più attiva sono

  •  la scienza di base (fisica e astronomia);
  •  le scienze della vita;
  •  le nanoscienze;
  •  la robotica;            
  •  lo spazio;
  •  l’ICT.

Importanti collaborazioni sono quelle relative alla costruzione dell’impianto JT60-SA, un tokamak per la ricerca sulla fusione nucleare, dove l’ENEA è responsabile della progettazione e realizzazione delle bobine superconduttrici e per la costruzione del prototipo dell’acceleratore del progetto IFMIF (“International Fusion Mateterial Irradiation Facility”) in cui l’INFN è responsabile per la componente RFQ. Queste due iniziative sono parte dell’accordo di collaborazione UE-Giappone sulla fusione (“Broader Approach”).

Sono attivi alcuni laboratori congiunti, tra i quali quello sulla robotica della Scuola Superiore Sant’Anna e della Waseda University.

Tra gli accordi di cooperazione bilaterale (un totale di 151 secondo il database CINECA) vanno segnalati quelli tra RIKEN e INFN, quello tra il CNR e la JSPS (Japan Society for the Promotion of Science, principale agenzia di finanziamento per la ricerca accademica governativa), quello tra l’Università di Firenze e la HITACHI per la digitalizzazione ad altissima definizione di opere d’arte. Alla pubblicazione del bando per il rinnovo del Programma Esecutivo dell’Accordo di Cooperazione su Scienza e Tecnologia tra Italia e Giappone (inizio 2013) sono stati presentati 150 progetti, suddivisi circa a metà tra quelli per la mobilità e quelli di grande rilevanza.

I settori prioritari per la cooperazione in scienza, tecnologia e innovazione tra l’Unione Europea e il Giappone sono stati recentemente definiti nella seconda riunione della commissione mista per l’accordo di cooperazione e sono quelli dell’aerospazio, dell’ICT (sicurezza informatica, sistemi e reti intelligenti) e dei materiali strategici (nuovi materiali, metalli rari e sostituti all’uso delle terre rare).
 

 


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